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Newsletter MuDeTo - Florentia

 
MuDeTo 托斯卡纳设计博物馆(MuDeTo Museo del Design Toscana)

2016-09-25

Florentia
Produzione F.T.A. Florentia, 1901


Con questa XXI acquisizione torniamo molto indietro nel tempo per celebrare i fasti della F.T.A. Florentia, uno storico e glorioso marchio di automobili che per oltre un decennio rivaleggiò con i più importanti produttori del nord Italia realizzando modelli così eleganti da spingere anche la Regina Margherita di Savoia ad acquistare un modello Florentia per la sua collezione.
 
I materiali, le fonti e i documenti della presente scheda sono stati impostati in base a un criterio sostanzialmente diverso da quello adottato fin qui nelle precedenti “acquisizioni” MuDeTo.
Le ragioni sono essenzialmente le seguenti: a] esistono ben pochi dati accertati sul prodotto e la documentazione, anche solo fotografica, risulta assai ridotta; b] il nome del prodotto, dopo solo due anni di attività, nel 1903, è passato a identificare l’azienda, avvallando, per così dire, l’ipotesi di una trattazione almeno parziamente di sintesi; c] sintesi che – sebbene dovuta in parte alla mancanza di dati sul prodotto specifico – pare giustificata anche dall’incerta paternità progettuale, quasi che un inconsueto afflato “corale” fosse stato alla base della sua creazione; d] una sorta di “bipolarità” produttiva sempre più marcata dal 1905 al 1914 ha visto l’azienda Florentia divisa (forse esageratamente per una realtà imprenditoriale che stava man mano diventando di “nicchia”) in due comparti oggi assai distinti ma all’epoca perfettamente compatibili: le vetture (auto, camion, omnibus) e i canotti-automobili.
Sul fronte nautico è da segnalare come l’acquisizione dei cantieri di La Spezia e, soprattutto, quelli S.V.A.N. - Società Veneziana Automobili Nautici, abbia rappresentato l’occasione di incontro fra le mire produttive di Firenze e uno dei protagonisti della progettazione nautica prebellica: il livornese Attilio Bisio che porterà al successo sia il Florentia IV che il Florentia III ai Meeting di Monaco del 1906 e 1907.
La figura di Bisio è rilevante anche per tracciare il fil rouge che lega strettamente la Toscana al settore nautico in cui, in epoca più recente, ha certamente svolto un ruolo centrale Pierluigi Spadolini.
Un legame che nondimeno passa per la fornitura alla Regia Marina dei suoi primi mezzi speciali denominati MAS – progettati da Bisio e protagonisti dell'Impresa di Premuda che il 10 giugno 1918 determinò l’affondamento del corazzata austriaca Szent István – nonché dal perfezionamento bellico degli SLC, i siluri a lenta corsa al cui sviluppo un altro livornese, Teseo Tesei, contribuì notevolmente incrementando non poco sia l’affidabilità che l'autonomia dell'autorespiratore subacqueo.
Non casualmente, dunque fra le immagini inserite sullo sfondo e quelle riportate nella sezione credits/immagini – spesso commentate con brani di riviste dell'epoca – abbiamo cercato di ricreare l'atmosfera di un periodo, animato da una grande vivacità produttiva, del quale la Toscana è stata sicuramente protagonista e che rischia però di venire presto dimenticato.
In chiusura, un doveroso ringraziamento va a Massimo Grandi, l'autore del saggio qui sotto riportato che è stato tra i primi ”esperti” di settore ad aver aderito con entusiasmo alla nostra iniziativa tesa alla riemersione di un patrimonio
produttivo e progettuale – fatto sia di storie vincenti che di “microstorie” sommerse – di cui la regione è, ancora oggi, solo parzialmente consapevole.
 
Associazione MuDeTo

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Motivazione Giuria

La “Florentia” del 1901 rappresenta la prima automobile fabbricata a Firenze ed una delle prime prodotte in Italia.
Questa sua prerogativa sarebbe già sufficiente a motivarne la citazione, l'inserimento e la "acquisizione" all'interno in un museo dedicato a design toscano.
In realtà, però, essa rappresenta molto di più del mero primato storico cui si è or ora accennato.
Essa segna in qualche modo l’inizio di una storia importante del ruolo che Firenze e la
Toscana hanno rappresentato nella storia dell’automobile in Italia, un ruolo che nel tempo è stato sostanzialmente dimenticato, superato dall’emergere e predominare delle grandi fabbriche e dai grandi marchi del nord: Fiat, Alfa Romeo, Lancia ecc.
Quando si parla di car design italiano – o anche semplicemente d'auto –, è indubbio che esista nell'immaginario collettivo un'associazione immediata ed esclusiva con i centri storici di produzione dell'auto del nostro paese: Torino, Milano, Modena o, al massimo, con l'Italia del nord-ovest.

Certamente non viene in mente la Toscana, per non dire poi Firenze, ma questo immaginario, per quanto comprensibile è basato su una lettura superficiale della realtà.
Il legame tra parabola dell’auto e Toscana appare infatti estremamente profondo.
 
Nel 1853 viene esposto all’Accademia dei Georgofili quel motore a scoppio che Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, toscani, avevano appena inventato.
Brevettato l'anno successivo, viene costruito nella fonderia Benini Albignone e reso funzionante nel 1856.
Sebbene erroneamente, per molti decenni si è ritenuto che la prima auto a circolare in Italia fosse stata una Panhard-Levassor mod. “Dog-Kart” acquistata dal nobile fiorentino Carlo Ginori.
Ad oggi comunque, tale esemplare "fiorentino" va ricompreso nel novero delle primissime auto circolanti sul territorio nazionale, a testimonianza dell'immediata attenzione tributata in regione al nuovo prodotto. Ancora un fiorentino è «Giuseppe Alberti negoziante di macchine per cucire in via dei Pucci» che nella medesima strada apre quello che sarà «il primo salone di vendita per automobili, subito imitato da tale Ettore Magliati, concessionano della De Dion».
 
Dunque a Firenze non ci si limita solo ad acquistare auto, le si inizia anche a costruire, «mentre a Torino nasce la FIAT, qui vede la luce la Rondine, che nel 1902 produce una prima elegante automobile che vincerà la medaglia d’oro all'esposizione di Parigi».
Nel 1901, come già accennato, era però già nata un'altra fabbrica di auto, la FTA (Fabbrica Toscana Automobili), una delle marche d'automobili più antiche d'Italia tanto da essere già citata dalla Gazzetta dello Sport del 21 dicembre 1900.
Dal 1903, dopo Milano e Torino, anche a Firenze si inizia ad organizzare un Concorso di Eleganza al Parco delle Cascine, il “Corso dei Fiori” – tra l'altro vinto proprio dalla Florentia di proprietà del duca Leone Strozzi, Amministratore unico della azienda omonima, che, in quella occasione, vendette il medesimo modello alla regina Margherita, presente alla manifestazione.
Altri concorsi di eleganza furono poi allestiti anche a Viareggio e Montecatini luoghi già noti di villeggiatura.

 
Ma il racconto della liaison fra regione e automobile continua con Pasquale Ermini – “Pasquino” (Leccio - Reggello , 30 settembre 1905 – Firenze, 1958) – che dalla sua officina di Viale Matteotti a Firenze inizia dagli anni ’30 a preparare auto da corsa e poi a produrre proprie vetture che, tra gli anni ’40 e ’50, rivaleggiano con bolidi come Maserati, Alfa Romeo, OSCA, nonché le stesse vetture della Ferrari anch’essa all’inizio della sua storia.
Nato a Firenze è pure Francesco Scaglione – “Franco” (Firenze, 26 settembre 1916 – Suvereto, 19 giugno 1993) – che disegnò le bellissime forme dell'Alfa Romeo 33 Stradale del 1967, e toscani sono ancora l’ingegnere Giotto Bizzarrini (Livorno, 6 giugno 1926), il padre della grande Ferrari GTO del 1962 e l’ingegnere Carlo Chiti (Pistoia, 19 dicembre 1924 – Milano, 7 luglio 1994).
Infine, non possiamo certo non citare la presenza di due grandi aziende legate al mondo dei mezzi di trasporto come la Piaggio di Pontedera e la Brera di Pistoia.
 
Anche nel mondo del nascente agonismo l’amore per l’automobile e il brivido della velocità conquista i toscani che accorrono numerosi al primo Giro d'Italia che passa da Firenze nel 1901.
L'anno dopo, il 15 giugno, assistono invece alla prima gara automobilistica in salita: quella della Consuma.
I grandi corridori toscani che sbocciano poi dopo la prima guerra mondiale hanno nomi a lungo celebrati: Masetti, Brilli Peri, Niccolini, Materassi. Più tardi sarà l’indimenticato Clemente Biondetti, detentore, tra l’altro del record di vittorie alla Mille Miglia, ben quattro: nel 1938, 1947, 1948, 1949.
 
Per tornare all'argomento pincipale della nostra scheda, occorre rimarcare che oltre il suo innegabile valore sul piano storico, la vetturetta Florentia del 1901, presenta un peculiare interesse anche per alcuni contenuti tecnici posseduti.
Motorizzata infatti con un bicilindrico Buchet raffreddato ad acqua, la Florentia possedeva già una ventola di raffreddamento, allora era adottata solo dalle Benz.
Questo sistema, aveva l'incomparabile vantaggio di assicurare il perfetto e continuo raffreddamento con una quantità minima di acqua (8 o 9 litri) per oltre 500 km di viaggio.
 

Con una vettura del genere il marchese Lorenzo Ginori, tra i nobili più in vista dell'aristocrazia fiorentina, ed appassionatissimo d'automobilismo, superò indenne nel settembre del 1901 la salita da Livorno al Montenero, un risultato di tutto rispetto anche per le macchine di oggi.
Di tale impresa è peraltro testimone la rivista “l’Auto” del primo settembre 1901 che all'epoca scriveva «… con una vettura “Florentia” il Marchese Lorenzo Ginori, abilissimo, fra i più abili chauffeur italiani, superava facilmente venerdì scorso la rapidissima salita, in alcuni punti del 22%, che conduce a Montenero (Livorno).
Ci consta che il Marchese Ginori sia il solo chauffeur che sia riuscito nell’impresa malgrado i molti tentativi di altri, e siamo ancor lieti che questo tour de force sia stato compiuto con una vettura nazionale, ma anche fiorentina. I nostri rallegramenti al Marchese Ginori e alla Fabbrica Toscana di Automobili».
 
Anche grazie al successo di Ginori, l'innovativa vettura Florentia ebbe indubbiamente il merito di contribuire all’immediato sviluppo dell’azienda al punto che nel 1903, la FTA decise di consolidarsi con un aumento di capitale e nuovi soci.
Quindi, con atto stipulato dal notaio Carlo Querci l'11 marzo 1903, la FTA adottò proprio il nome di quest’auto, divenendo la S.A. Florentia.
 
Dal punto di vista del design come sappiamo all’epoca della Florentia l’estetica dell’auto era decisa dai mastri carrozzieri che di norma seguivano direttamente le richieste del singolo cliente per l’allestimento della scocca. Nel nostro caso si tratta di una tipo Phaeton a due posti con panca posteriore, oggi diremmo una 2+2.

 
Anche nei limiti appena descritti, al momento non è dato sapere chi siano stati i creatori di questa specifica vettura, risulta comunque acclarato che già nel 1903 nell'azienda Florentia lavoravano progettisti allora famosi come Giustino Cattaneo – futuro direttore della sezione progettazione della Isotta Fraschini – e Antonio Chiribiri che, nel 1913, sarebbe divenuto lui stesso costruttore, lasciandoci in eredità la famosissima “Infuocata” del 1922, una sportiva pilotata anche da Tazio Nuvolari.
Nel corso della loro attività presso la Florentia, Cattaneo e Chiribiri furono, tra l'altro, gli artefici dell'unico esemplare giunto sino a noi e custodito nel Museo dell'automobile di Torino: la Florentia Phaeton 10 HP del 1903.
 
Purtroppo, quindi della vetturetta Florentia del 1901 non esiste alcun esemplare.
Di essa si conoscono due sole foto: la prima – tra l’altro anche piuttosto sfocata – tratta da Wikipedia, la seconda – una "variante" coeva del primo modello – reperibile nel volume Marche Italiane Scomparse edito dal Centro di Documentazione del Museo dell'Automobile di Torino.
Del primo esemplare abbiamo provato a ricostruire con un disegno quello che può essere stato grosso modo il suo profilo generale.
Il modello "ricostruito" dà comunque modo di porre in rilievo le caratteristiche essenziali della vetturetta Florentia: dimensioni piuttosto contenute, ma con masse ben proporzionate e linee maestre molto leggere ed agili con le grandi ruote incorniciate dai parafanghi sottili che disegnano un sinuosa doppia esse.
Una forma complessiva elegante e piacevole che poteva tenere egregiamente confronto con vetture di marchio ben più prestigioso a livello europeo.
 
Testo: Prof. Massimo Grandi

MuDeTo Collection 2014


Disponibile l'annuario che raccoglie le prime dodici acquisizioni relative al 2014.
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Realizzato con il patrocinio di Fondazione Architetti Firenze e Ordine Architetti Firenze, l'annuario è disponibile al prezzo di € 30,00 comprensivi di spese di spedizione.
Per chi fosse interessato, scrivere a: mudeto@mudeto.it


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